| Malocclusione Dentale |
Pagina 1 di 6 In questo testo vengono fatte delle osservazioni sull'uso e l'abuso dei bites/placche dentali e del test di Meersseman. La seconda parte del testo è rivolta soprattutto a professionisti (dentisti, medici, chiropratici, fisiatri, ecc) e spiega la stretta interdipendenza funzionale del sistema stomatognatico, della deambulazione, dei piedi e di come essi possono determinare importanti alterazioni statiche e dinamiche nel sistema neuromuscoloscheletrico. Negli ultimi anni c'è stato un vero boom nell'applicazione di tutti tipi di bites/placche in bocca o addirittura rifare parte o tutti i denti per tentare di correggere o eliminare problemi di cervicale, di schiena, mal di testa,posture errate ecc.con o senza successo con dei costi non indifferenti. Tutto è nato un ventina di anni fa quando alla Sanrocco ci siamo resi conto che in certi casi le sublussazioni vertebrali ricorrenti ( cioè i piccoli spostamenti delle vertebre ) non erano nient'altro che compensazione di una bocca o di piedi in cattive condizioni. All'inizio avevamo persino delle difficoltà a trovare un dentista disposto, non solo a credere nella correlazione tra una malocclusione e i dolori alla schiena, ma anche a collaborare con noi. Così è nato alla Sanrocco un gruppo composto da gnatologi, gli specialisti dell'occlusione dentale, chiropratici, podologi e neurologi sia per capire meglio questo fenomeno sia per correggere le interferenze neurologiche in diverse parti del corpo. Da li è nato un test, chiamato il test di Meersseman, per verificare se e quanto una malocclusione dentale influisce sull' insorgere dei disturbi presentati dal paziente. Tuttora questo test è il più affidabile per capire se il problema parte della bocca o dalla schiena e, se ci sono entrambi, quale va affrontato per prima. Qualche osservazione sul test di Meersseman e perchè è stato ingiustamente criticato:
Il test è molto semplice per chi lo vede. Il paziente non deve far altro che compiere alcuni normalissimi gesti, come camminare e deglutire, avendo fra i denti alcuni spessori. Questi, modificando l'occlusione dentale, riprogrammano in un certo senso l'assetto di tutta la struttura corporea e ciò permette di dedurre se i disturbi che il paziente manifesta si possono risolvere con un intervento a livello della bocca oppure no. Vorrei condividere con voi 18 anni di ricerca clinica, relativamente alla stretta interdipendenza funzionale del sistema stomatognatico (bocca e dintorni) dei piedi e di come essi possano determinare importanti alterazioni statiche e dinamiche nel sistema neuromuscoloscheletrico. (Essendo una materia difficile, non mi è possibile spiegarlo con parole semplici e di conseguenza è rivolto più ai professionisti) Introduzione della Malocclusione Dentale Possiamo paragonare uno stato di salute ottimale ad un triangolo equilatero avente i tre lati, strutturale, biochimico e mentale, in equilibrio perfetto. Tenendo conto delle ultime ricerche nel settore della fisica quantistica, dobbiamo aggiungere anche un campo elettromagnetico, che aiuta nel controllo dello sviluppo e della ristrutturazione del corpo. Parleremo più in particolare del lato strutturale del triangolo della salute, poiché questo è il campo di azione dei chiropratici e dei dentisti. La parte strutturale che ci concerne abitualmente è il sistema neuromuscoloscheletrico. La sua funzione è controllata principalmente dal sistema nervoso centrale (cervello) e in secondo luogo dal midollo spinale e dal sistema nervoso periferico. Se analizziamo più da vicino il cervello e specialmente la rappresentazione corticale delle varie parti dei corpo, secondo la ricerca fatta da Penfield e Rasmussen , notiamo che più del 50% dell'omuncolo sensorio e motorio è rappresentata dai piedi e dal sistema stomatognatico. La ricerca ci dice anche che il sistema nervoso-motorio risponde solo ad impulsi provenienti dal sistema nervoso-sensorio e che ci sono da 10 a 100 volte in più di fibre sensorie nel sistema nervoso. Perciò se vogliamo lavorare con il sistema nervoso, dovremo logicamente prestare molta attenzione agli impulsi sensori che ci vengono dal sistema stomatognatico e dai piedi, poiché queste aree rappresentano la maggioranza del sistema nervoso. Queste aree possono creare un maggior numero di interferenze nella funzione dinamica del sistema neuromuscoloscheletrico rispetto a qualsiasi altra parte del corpo. (Le mani rappresentano dal 15 al 25%, ma siccome non camminiamo con le mani, le interferenze create a livello sensoriale sono importanti solo in certi casi) |
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